Europa

Roma, Mosca

Alle origini delle incomprensioni fra cattolicesimo e ortodossia russa

Libro pubblicato da Editori Riuniti, Roma 2005, ISBN 88 - 5625 - 0

Estratto

Un viaggio alle radici delle incomprensioni e dei sospetti reciproci che tuttora pesano fra la Chiesa cattolica e la più importante delle Chiese ortodosse, quella russa. Tali rapporti, che avevano una forte valenza politica e che, da parte russa, venivano di fatto gestiti dagli stessi sovrani, vengono descritti e analizzati a partire dal primo incontro diretto, in occasione del Concilio di Ferrara/Firenze (1437 - 1439), che creò l’illusione di una riconciliazione fra ortodossi e cattolici. Al brusco ripudio da parte russa delle conclusioni del Concilio seguirono, nella seconda metà del Quattrocento e nel Cinquecento vari tentativi di riavvicinamento, ma questa fase interlocutoria si chiuse bruscamente all’inizio del Seicento con il romanzesco episodio del falso Demetrio in cui la Chiesa cattolica si lasciò coinvolgere.

Abstract

A survey on the roots of the misunderstandings and reciprocal suspicions that weigh until the present day on the relations between the catholic Church and the most important orthodox Church, that of Russia. These relations, which always had heavy political implications and, from the russian side, were mostly handled by the political sovereigns, are described and analyzed starting with the first direct confrontation, on the occasion of the Council of Ferrara/Firenze (1437 - 1439), that briefly created the illusion of a reconciliation between the catholic and orthodox churches. To the abrupt refusal, from the russian side, of the Council’s conclusions, followed, in the remaining part of the 15th and in the 16th century, various attempts to improve relations, but this phase was brought to a sudden end, at the beginning of the 17th century, by the strange episode of the false Dimitri, in which the catholic Church allowed itself to get involved.


Le ultime Crociate

L’Europa in crisi di fronte al pericolo turco (1396 - 1464)

Libro pubblicato da Il Cerchio, Rimini 2009, ISBN 88-8474-191-2

Estratto

A partire dalla seconda metà del XIV secolo l’idea di Crociata cambia significato, acquisendo un carattere difensivo e concentrandosi sulla necessità di difendere la penisola balcanica e Costantinopoli dal continuo avanzare dei Turchi ottomani. Questa necessità era universalmente riconosciuta in teoria ma, nel passaggio alla realizzazione pratica, si scontrava con le gravi lacerazioni interne che caratterizzavano l’Europa di quei tempi e la stessa Chiesa cattolica, nonché con la persistente contrapposizione fra quest’ultima e la Chiesa ortodossa. Il libro segue da vicino le vicende politiche e militari che ebbero allora come teatro la penisola balcanica, sforzandosi di chiarirne i collegamenti con questo più ampio quadro paneuropeo.

Abstract

From the second half of the 14th century the idea of Crusade undergoes a change of meaning, taking up a defensive character and focusing on the need to defend the Balcan peninsula and Costantinople from the continuous onslaught of the ottoman Turks. This need was universally recognized in theory but, in its practical realization, found its limits in the internal rifts that, in those times, characterized Europe and the catholic Church itself, as well as in the permanent confrontation between the latter and the orthodox Church. The book follows in some detail the political and military developments, whose theater was the Balcan peninsula, endeavouring to put them in connection with this wider paneuropean context.


In bilico fra due mondi

La giovinezza di Skanderbeg (Giorgio Castriota)

Forlì, 2010

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Estratto

Dopo una breve disamina delle fonti riguardanti Skanderbeg, la presente opera si sofferma sulla situazione dell’area albanese e sui suoi rapporti con gli ottomani nei primi decenni del XV secolo, e passa poi ad analizzare il lungo periodo in cui Giorgio Castriota, convertito all’Islam col nome di Skanderbeg, fu al servizio degli ottomani e le sue motivazioni per la brusca svolta che lo riportò in campo cristiano.

Abstract

After a brief survey of the sources relating to Skanderbeg, this work deals with the situation of the albanian area and its relation to the Ottomans in the first decades of the 15th century, and goes then over to examine the long period during which George Castriota, converted to Islam under the name of Skanderbeg, was in the ottoman service and his motivations for the sudden decision that brought him back into the christian camp.


Un anno cruciale per i Balcani

Due Giorgi a confronto

Pubblicato su "Rivista di Studi militari" Anno II, 2013

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Estratto

L'anno 1444 vide il fallimento nella battaglia di Varna, del più serio tentativo mai intrapreso per contrastare lo strapotere ottomano nei Balcani; in esso giocò un ruolo importante, anche se indiretto,il despota di Serbia, Giorgio Brankovic, ed uno potenzialmente importante avrebbe potuto giocarlo, se le circostanze fossero state più favorevoli, l'eroe albanese Skanderbeg; è proprio dal punto di vista di queste due potenze locali che l'articolo ripercorre gli eventi di quell'anno cruciale.

Abstract

The year 1444 saw the failure, in the battle of Varna, of the most serious effort ever attempted in order to stop the ottoman onslaught in the Balkans; in it played an important, albeit indirect role the serbian despot, George Brankovic, and could have played a potentially even more important one the albanian hero, Skanderbeg; it is actually from the point of view of these two local powers that the article analyzes the events of that crucial year.


Il viaggio di Matteo de’ Pasti

Forlì, 2010

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Estratto

A proposito del singolare viaggio di Matteo de Pasti presso il sultano ottomano MaomettoII, intrapreso per conto di Sigismondo Malatesta e abortito a seguito dell’intervento veneziano, si fa un breve riassunto delle principali fonti e si esaminano alcune possibili interpretazioni dell’evento, che rimane comunque abbastanza enigmatico.

Abstract

With reference to Matteo de Pasti’s strange voyage to the ottoman sultan Mohammed II, initiated in the name of Sigismondo Malatesta and abruptly interrupted by a venitian intervention, I make a brief summary of the main relevant sources and take into consideration a few possible interpretations of this affair, that remains nonetheless somewhat misterious.


Come nasce una bufala

La leggenda del tradimento genovese prima della battaglia di Varna (1444)

Articolo pubblicato su "La Porta d’Oriente", Anno III, N.9, pag. 55

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Estratto

Determinante nella sconfitta inflitta a Varna, nel 1444, dal sultano ottomano Murad II alle forze cristiane, fu il fatto che lo stesso sultano che, fino a poco tempo prima, si trovava in Asia con le sue truppe più scelte, riuscisse ad attraversare gli stretti, in tempo utile per la battaglia, sotto il naso della flotta cristiana che avrebbe dovuto impedirglielo. Questo fallimento della flotta diede luogo, in Occidente, ad una serie di recriminazioni e spiegazioni di comodo fra le quali spicca la leggenda del "tradimento genovese", secondo la quale i genovesi di Pera avrebbero fornito al sultano, dietro lauto pagamento, la flotta necessaria per l’attraversamento del Bosforo; questo articolo segue fin dal suo inizio il formarsi e il dilatarsi di questa storia, del tutto ingiustifìcata, e analizza il contesto che la rese credibile a molti.

Abstract

The defeat of Varna, that the ottoman sultan Murad II inflicted upon the christian forces in 1444, was made possible by the the fact that the sultan, who until that time was in Asia with his best troops, was able to cross the Straits in the nick of time, under the nose of the christian fleet that was supposed to prevent it. This failure of the fleet gave way, in the West, to a lot of recriminations and easy explanations; paramount among these was the legend of the "genoese treason", according to which the Genoeses of Pera, against the payment of a large sum, had provided the sultan with the fleet he allegedly needed in order to cross the Bosphorus; this article follows, from its very beginning, the development of this totally unjustified story and analyzes the general context that made it credible for the people of the time.


Pasqua di sangue 1512

La battaglia di Ravenna: una tappa significativa nella rivoluzione militare del Rinascimento

Contributo al Convegno della "Società di Studi Romagnoli" del 2011, pubblicato su "Studi Romagnoli", LXII (2011), pag. 233.

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Estratto

La battaglia di Ravenna del 1512 rappresenta un momento cruciale nell’evoluzione delle tecniche militari, in cui ad atteggiamenti ancora tipici della cavalleria medievale si affiancano idee e tecniche nuove, destinate a ulteriori sviluppi; è anche un dei casi, non molto frequenti, in cui l’abbondanza e l’autorevolezza dei racconti di prima mano permette di ricostruire in modo abbastanza completo l’andamento della battaglia, e questo è quanto mi sono sforzato di fare in questo articolo.

Abstract

The battle of Ravenna of the year 1512 represents a crucial passage in the history of warfare, where types of behaviour typical of medieval chivalry still coexist with new ideas and techniques, susceptible of further developments; at the same time it is one of those not very frequent cases, in which plentiful and reliable first hand accounts allow to reconstruct fairly completely the military aspects of the event, which is what I have endeavoured to do in this article.


La campagna di Nicopoli (1396)

Forlì 2007

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Estratto

Si tratta di un'analisi, essenzialmente dal punto di vista miltare, della spedizione crociata del 1396 contro i Turchi ottomani, conclusasi a Nicopoli con una disastrosa sconfitta. In origine era un articolo e come tale è stato anche pubblicato da una rivista che preferisco però non nominare, poiché il risultato è stato così scadente, arrivando al punto di travisarne significativamente il contenuto, che mi sono visto costretto a disconoscerlo. Lo stesso testo è servito poi di base per i Cap.5,6 e 7 del mio libro "Le ultime Crociate" (vedi in questo sito).

Abstract

This work analyzes, essentially from a military standpoint, the crusader expedition against the ottoman Turks of the year 1396, that ended disastrously at Nicopolis. It was originally an article and was actually published on a magazine, which, however, I prefer not to name; in fact the result was utterly disappointig, to the point of significally altering the original content, so that I felt obliged to disavow it. The same text has successively served as a base for Chapters 5,6 and 7 of my book "Le Ultime crociate (The Last Crusades)" (see in this site).


Venezia e Skanderbeg

La guerra del 1447-1448 e i suoi riflessi sulla campagna di Kosovo

Pubblicato su "Rivista di Studi militari" Anno IV 2015

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Estratto

L'articolo anaizza gli eventi degli anni 1447-1448 che costituiscono, in tutta la carriera di Skanderbeg, il periodo su cui ci sono pervenute le notizie più copiose; infatti egli fu allora in guerra con Venezia e gli archivi della repubblica sono quindi ricchi di notizie su di lui, sull'irruzione turca del 1448 e sul ruolo che egli giocò, o almeno avrebbe voluto giocare, nella campagna che portò alla sconfitta, sui campi di Kosovo, del governatore d'Ungheria Janko Huniady e del suo esercito.

Abstract

The article analyzes the events of the years 1447-1448, i.e. of the period, in the whole Skanderbeg career, for which the information at our disposal is most plentiful: in fact he was then at war with Venice and the venetian archives are consequently very rich of data cpncerning him, the turkish onslaught of 1448 and the role that he played, or would have liked to play, in the campaign that saw the defeat, on the fields of Kosovo, of the governor of Hungary, Yanko Huniady.


Una lotta senza speranza

Forlì 2013

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Estratto

Quello di Yanko Huniady, fallito a Kosovo nel 1448, fu l'ultimo serio tentativo di mettere in discussione il predominio ottomano nella penisola balcanica; tuttavia anche dopo Kosovo rimaneva nell'area un unico focolaio di resistenza, quello albanese, sostenuto dalla speranza di poter ricevere nuovamente un giorno aiuti dall'Europa; nonostante tali aiuti non si siano mai veramente realizzati, quest'ultima resistenza fu a lungo sorprendentemente efficace, come prova la sua durata trentennale di fronte a un nemico preponderante; a tale efficacia contribuirono vari fattori non tutti facili da identificare, fra i quali rientra tuttavia, senza dubbio, l'eccezionale personalità di Giorgio Castriota detto Skanderbeg

Abstract

That of Yanko Huniady, failed at Kosovo in 1448, was the last serious attempt to roll back the ottoman conquest of the balkan peninsula; however, even after Kosovo, in the area survived a single nest of resistance, the albanian one, kept alive by the hope in a renewed future european help; although this never really materialized, this last resistance was surprisingly effective, as proved by a thirty years duration against overwhelming odds; such effectivity derived from various factors, not all so easily identifiables, among which, however, was undoubtedly paramount the exceptional personality of George Castriota (Skanderbeg).


Guerra in Romagna

Pubblicato su "Studi Romagnoli" LXIX (2018), p.373

21/1"019

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Estratto

Cause e svolgimento di una campagna militare nell'Italia del Quattrocento . Una campagna breve e che lasciò le cose come stavano, ma che getta una buona luce sulle organizzazioni militari dell'epoca.

Abstract

Causes and development of an italian military campaign of the15th century. It was brief and left everyting as it was before, but throws a good light on the miltary organizations of the period.


Mondo Islamico

Gli scontri di civiltà e il ruolo dell’Islam

Articolo pubblicato su "La Porta d’Oriente", Anno III, N.8, pag. 46

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Estratto

L’ articolo prende lo spunto dal ben noto libro di S.P.Huntington "The Clash of Civilizations and the Remaking of the World Order" (Edizione italiana: Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale, Milano 2000); dopo alcune riflessioni sulle principali civiltà dell’Eurasia e sulla loro diversa natura, si concentra poi sul mondo islamico con una serie di considerazioni sul suo apogeo, la sua decadenza e il suo difficile rapporto attuale con l’Occidente e la modernità.

Abstract

Prompted by the reading of the well known S.P.Huntington book "The Clash of Civilizations and the Remaking of the World Order", this article, after some general considerations on the main eurasian civilizations, concentrates itself on the islamic world, with some considerations on its golden age and decline and its difficult present relationship with the West and with modernity.


Appunti sull’evoluzione demografica del mondo islamico

Il presente scritto corrisponde, a parte qualche modifica marginale, all’articolo pubblicato su “La Porta d’Oriente”, Anno IV, N.11, pag. 143, col titolo: Appunti sul mondo islamico: la questione demografica.

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Estratto

L’articolo si sforza di delineare l’evoluzione demografica, dall’inizio della nostra era fino a quello del XVI secolo, dei paesi che hanno a lungo costituito il cuore del mondo islamico e cioè: Egitto, Siria, Anatolia, Iraq, Iran, Maghreb. In esso mi sono basato su una serie di dati e di ipotesi dovuti a vari storici moderni, selezionando quelli che mi apparivano più fondati e aggiungendovi alcune mie considerazioni personali.

Abstract

This article endeavours to outline the demographic evolution, from the first century a.C. to the beginning of the 16th, of the countries that were at the heart of the classic islamic world, namely: Egypt, Siria, Anatolia, Iraq, Iran, Maghreb. In it I have made use of the more or less ipothetical data provided by various modern authors, selecting those elements which appeared to me as the best founded and adding some considerations of my own.


Il declino del mondo islamico

Il presente scritto corrisponde, a parte qualche modifica marginale, all’articolo pubblicato su "La Porta d’Oriente", Anno IV, N.11, pag. 169, col titolo: Appunti sul mondo islamico: il declino.

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Estratto

Questo articolo si basa su un lavoro precedente ("Appunti sull’evoluzione demografica del mondo islamico", vedi in questo sito) e ne utilizza i risultati per mettere in evidenza l’indiscutibile regresso demografico, in termini non solo relativi ma anche assoluti, del cuore del mondo islamico e, in partcolare, di Anatolia, Siria e Iraq negli ultimi secoli del Medioevo. Seguono alcune considerazioni di tentativo sulle possibili cause del fenomeno.

Abstract

This article is based upon a previous work ("Appunti sull’evoluzione demografica del mondo islamico", see in this site), and makes use of its results in order to emphasize the undeniable demographic decline, not only in relative but also in absolute terms, of the heart of the islamic world, in particular of Anatolia, Siria and Iraq, during the last centuries of the MiddleAges. It then follows with some tentative considerations on the possible causes of this phenomenon.


Profilo economico dell’Egitto medievale

Articolo pubblicato su "Nuova Rivista Storica" - Anno XCVII, Gennaio - Aprile 2013

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Estratto

Come ogni altra economia premoderna, quella egiziana era essenzialmente basata sull'agricoltura, nel senso che la produzione agricola forniva la parte di gran lunga maggiore del prodotto nazionale lordo; tuttavia la sua caratteristica peculiare consisteva nella eccezionale produttività, che a sua volta permetteva di generare un surplus assai importante e di sostenere un elevato livello di urbanizzazione. Questo articolo analizza l'evoluzione dell'economia egiziana nel Medioevo (più precisamente dall'VIII secolo al XV) dal punto di vista della sua produzione agricola, del prelievo fiscale e delle condizioni di vita delle classi inferiori, sforzandosi di fare un uso critico dei dati disponibili, che sono relativamente abbondanti ma talvolta contraddittori.

Abstract

The egyptian economy, like any premodern one, was essentially based on agriculture, in the sense that agricultural production provided for by far the largest part of the gross nationa product; its peculiarity, however, consisted in the exceptionally high productivity, in turn allowing for the generation of a very substantial surplus and a high level of urbanization. This article analyzes the evolution of the egyptian economy throughout the Middle Ages (more precisely from the VIII to the XV century) from the point of view of its agricultural production, of the fiscal load and of the living conditions of the lower classes; it endeavours to make a critical use of the data at our disposal, which is relatively plentiful, but sometimes contradictory.


Le forze militari ottomane secondo Jacopo da Promontorio

Articolo pubblicato su: Bizantinistica, Serie seconda, Anno VIII - 2006

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Estratto

Il mercante genovese Jacopo da Promontorio, che frequentò a lungo la corte ottomana sotto due successivi sultani, Murad II e Maometto II, fornisce nella sua "Recollecta", scritta alquanti anni più tardi, una serie molto dettagliata di dati sulle risorse militari e anche su quelle finanziarie dell’impero ottomano. Nel presente scritto mi sono proposto di analizzarli e di confrontarli con quelli disponibili da altre fonti al fine di verificarne il grado di attendibilità. La mia conclusione è che, prescindendo da taluni aspetti particolari tutto sommato secondari, i dati di Jacopo sono attendibili e costituiscono un contributo prezioso per la nostra comprensione della struttura dello stato ottomano del periodo centrale del XV secolo.

Abstract

The genoese merchant Jacopo da Promontorio, who was a frequent visitor of the ottoman court under two successive sultans, Murad II and Mohammed II, in his "Recollecta", which he wrote a few years later, provides us with extremely detailed data on the military and financial ressources of the ottoman empire. In this article I have endeavoured to analyze it and to compare it with whatever is available from other sources, in order to verify its reliability. With the exception of some specific points of fairly secondary importance, my conclusion is that Jacopo’s data is reliable and provides a precious contribution to our insight in the structure of the ottoman state in the central period of the XV century.


La regina dell'Awras

Le invasioni arabe del Maghreb e la resistenza berbera fino alla fine del VII secolo

Forlì 2012

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Estratto

Quello di Dihya, detta la Kahina (la profetessa, la maga), fu l'ultimo tentativo fatto da Berberi non musulmani di opporsi alla conquista araba, del Maghreb, anche se la resistenza berbera non si esaurì con la sua morte, ma riprese poi, prolungandosi per buona parte dell'VIII secolo, sotto le bandiere di varie eresie islamiche; il presente lavoro riassume brevemente la prima fase di questo lungo processo, per poi analizzare in maggior dettaglio quanto sappiamo sul suo episodio conclusivo, la breve e in buona parte enigmatica epopea della Kahina.

Abstract

That of Dihya, called the Kahina (i.e the prophetess, the sorceress) was the last attempt made by non muslim Berbers to stop the arab conquest of Maghreb, even if berber resistance did not end with her death, but was revived afterwards under the flag of various islamic heretical movements, lasting for most of the VIII century; after briefly summarizing the first phase of this long process, the present work deals in some detail with what we know of its last episode, the brief and somewhat enigmatic epic of the Kahina.


Note sull'emirato aghlabita

Novembre 2014

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Estratto

Nonostante la sua durata relativamente breve l'emirato aghlabita rappresenta una fase chiave nella storia del Maghreb e particolarmente della sua parte orientale, l'Africa dei Romani e l'Ifriqya degli Arabi; si tratta infatti, sotto il profilo politico, economico e demografico, della prima fase ascendente del paese dopo diversi secoli di declino, che creò le basi per alcuni secoli di ulteriore sviluppo. Questo scritto si propone di delineare le caratteristiche strutturali di questa compagine politica, che la differenziano norevolmente sia da paesi islamici più classici come l'Iraq o l'Egitto, sia dalle società che stavano emergendo nell'Europa post-carolingia.

Abstract

In spite of its relatively brief life, the aghlabite emirate represents a key phase in the history of Maghreb and more particularly of its eastern part (the roman Africa i.e the arab Ifriqya); in fact, in the political, economic and demographic sense, it was the first phase of growth of that country, after several centuries of decline, and it created the basis for further development. This script endeavours to outline the structural features of this political entity, that considerably differentiates itself from more classic islamic countries such as Iraq and Egypt, as well as from the societies then emerging in post-carolingian Europe


Gli Almohadi (1120 - 1269)

Un movimento rivoluzionario islamico medievale

Pubblicato da Il Mulino, Bologna 2017, ISBN976-88-15-26801-3

Estratto

Il movimento di riforma religiosa almohade, da molti considerato eretico, si trasformò rapidamente in un'impresa di conquista, dando luogo alla formazione di un vasto impero, che abbracciava, al suo apogeo, l'intero Maghreb dall'Atlantico a Tripoli e la parte musulmana della penisola iberica; qui riuscì per qualche tempo ad arrestare e anzi in parte a invertire l'avanzata cristiana, ma questa diventò poi inarrestabile proprio in seguito alla crisi che condusse gli Almohadi a un rapido declino. Ci troviamo qui di fronte a un esempio particolarmente interessante di un tipo di fenomeno che si è presentato frequentemente nella storia del mondo islamico: la trasformazione di un movimento religioso in un organismo poltico/militare.

Abstract

The Almohade movement of religious reform, generally considered heretical, rapidly developed into a conquering adventure, thereby creating a vast empire that, at the peak of its power, included the entire Maghreb from the Atlantic to Tripoli as well as the muslim part of the hiberian peninsula; here it was able for a time to stop and even partially invert the christian advance, which became however unstoppable when the Almohades entered their final crisis. We find here a particularly interesting example of a type of phenomenon, that periodically reappears in the history of the muslim world, i.e. the transformation of a religious movement into a political and military organization.


La conquista ismailita del Maghreb

Pubblicato su "Rivista di Studi Militari" Anno V 2016

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Estratto

All'inizio del X secolo d. C. una guerra durata sette anni pose fine all'emirato aghlabita del Maghreb orientale (Ifriqya), formalmente sottomesso al califfato di Baghdad e quindi appartenente all'Islam ortodosso(sunnita) e portò all'instaurazione del califfato rivale ismailita; le vicende relative sono oggi abbastanza ben note grazie a fonti originali ismailite solo recentemente emerse dagli archivi e tradotte in lingue europee; queste gettano non poca luce anche sugli eserciti del mondo islamico occidentale dell'epoca e sul loro modo di combattere anche se, naturalmente, non mancano le lacune e le domande in attesa di risposta.

Abstract

At the beginning of the X century a.C. a seven years war put an end to the aghlabite emirate of eastern Maghreb (Ifriqya), formally belonging to the Baghdad caliphate and therefore to Sunni Islam, and brought about the emergence of the rival ismailite caliphate; the related events are now known in some detail mostly thanks to original ismailite sources that only recently emerged from the archives and were translated into european languages; these sources also throw some light on the armies of the western islamic world of that period and on their kind of warfare, even if, of course, many questions still remain,


Eurasia

La via per l’Oriente

Forlì, 2009

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Estratto

Il presente scritto che, troppo lungo per un articolo e troppo corto per un libro, probabilmente non sarà mai pubblicato, riassume peraltro in modo completo e il più possibile ordinato tutte le informazioni che mi è stato dato di raccogliere su quel periodo di globalizzazione ante litteram che, in non casuale coincidenza con il dominio mongolo su gran parte dell’Eurasia, vide mercanti e missionari europei avventurarsi per la prima volta fino al lontano Oriente, all’India e alla Cina. Rappresenta quindi una sorta di pro memoria personale, ma comunque può forse costituire una lettura di qualche utilità per chi sia interessato all’argomento. È inoltre servito di base per altri scritti più specifici, praticamente tutti quelli che si trovano in questo sito sotto la voce Eurasia.

Abstract

This work, too long for an article and too short for a book, will probably never be published; it summarizes completely and as orderly as possible all the information I could gather on that period of ante litteram globalization that, coinciding not casually with the mongolian domination over large parts of Eurasia, saw for the first time european merchants and missionaries reaching the Far East, India and China. It represents therefore a sort of personal memo, but might, at the same time, provide an interesting reading for anybody fond of the subject. It also provided the base fo some other more specific works, all of which can be found in this site under the item Eurasia.


La via per la Cina secondo Francesco Balducci Pegolotti

Articolo pubblicato su "La Porta d’Oriente", Anno IV, N.12, pag. 91

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Estratto

Il ben noto manuale "Della pratica della mercatura" scritto da Francesco Balducci Pegolotti, funzionario della banca Bardi di Firenze, è una preziosa fonte di informazioni sul commercio eurasiatico della prima metà del XIV secolo; questo articolo si sofferma soprattutto sui consigli di viaggio indirizzati a chi voglia raggiungere il Gattajo, ossia la Cina, che comprendono un itinerario abbastanza ben ricostruibile con dettagliate indicazioni sui mezzi di trasporto consigliati, i tempi di percorrenza ecc.

Abstract

The well known manual "Della pratica della mercatura (On the practice of commerce)" written by Francesco Balducci Pegolotti, a manager of the Bardi bank of Florence, is an unvaluable source of information on the eurasiatic commerce of the first half of the 14th century; this article mostly deals with the travelling advice adressed to merchants intentioned to reach Gattajo, i.e. China; this includes an itinerary, which it is possible to reconstruct quite completely, with indications on suggested transport means, travelling times etc.


Ludovico da Bologna: un frate intraprendente

Forlì, 2011

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Estratto

Chi era veramente il frate francescano Ludovico da Bologna? Un missionario, un avventuriero, un impostore, una spia internazionale? Il presente scritto non pubblicato analizza le fonti che ci parlano di questo singolare personaggio, che rimane comunque difficile da decifrare. L’analisi getta anche qualche luce su una fase piuttosto confusa della storia del Medio Oriente, il cosidetto periodo turcomanno, susseguente all’effimero impero di Tamerlano.

Abstract

Who really was the franciscan friar Ludovico da Bologna? A missionary, an adventurer, an impostor,an international spy? The present unpublished work analyzes the sources we have on this strange individual, who remains however difficult to decipher. At the same time the analysis throws some light on a rather confused phase in the history of the Near East, the so called turcoman period, subsequent to the short lived empire of Tamerlan.


Tana 1343: inizio di una crisi

Forlì, 2009

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Estratto

La brusca rottura, avvenuta a Tana, nel 1343, fra il khan tartaro dell’Orda d’Oro e le potenze commerciali italiane, Genova e Venezia, segna la fine del periodo d’oro dei commerci eurasiatici, tanto più che fu seguita, a breve distanza di tempo, dallo scoppio della Grande Peste. Questo articolo non pubblicato si sofferma sullo sviluppo della crisi e sulle sue conseguenze, inquadrate nel generale declino del commercio eurasiatico che si profilò nella seconda metà del XIV secolo.

Abstract

The sudden break down of relations between the tartar khan of the Golden Horde and the italian commercial powers, Genua and Venice, that took place in Tana in 1343, marks the end of the golden period of eurasiatic commerce, also because it was followed, after a brief time span, by the outbreak of the Great Plague. This unpublished article deals with the development of the crisis and with its consequences, seen in the framework of the general decline of euroasiatic commerce that took place in the second half of the 14th century.


La conquistadella Siberia

Settembre 2017

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Estratto

Narrazione con analisidelle fonti della conquista russa del khanato di Sibir', che aprì la via a quella dell'intera Siberia

Abstract

A story and an analysis of the sources of the russian conquest of the Khanate of Sibir', that opened the way to that of the entire Siberia


Viaggio in Uzbekistan

27/5/2019

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Estratto

E' una raccolta di forografie da me fatte nel mio recenta viaggio, seguita da ub breve commento illustrativo e da alcune mie impressioni sul paese.

Abstract

It icontains a serie of pictures I took during my recent voyage to Uzbakistam, as well as a short explicative comment ans some of my impressions about the country,


Il Medioevo in Asia centrale

3/11/2019

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Estratto

Un succinto tentativo di ricostruire la storia dell'Asia centrale nel periodo che va da Alessandro Magno alla conquista islamica e di verificare se, per tale parte del mondo, si possa parlare di un declino generalizzato di tipo considerato "medioevale".

Abstract

A brief attempt to reconstruct the history of central Asia from Alexander the Great to the islamic conquest and to verify wether, for this part of the world, it is possible to speak of a generelized decline of "medieval" type.


Altro

Il Regno del prete Gianni

Forlì, 2011

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Estratto

L’ampio e dettagliato resoconto di Francisco Alvares sulla sua permanenza in Etiopia, durata sei anni a partire dal 1520, è una fonte di informazione per molti versi attendibile sul regno del Prete Gianni, come l’imperatore d’Etiopia era allora chiamato in Europa; presento qui di seguito una sintesi, nella quale mi sono sforzato di enucleare dal suo racconto le principali caratteristiche di quella singolare entità socio-politica che era allora l’impero cristiano d’ Etiopia.

Abstract

Francisco Alvares was in Ethiopia for six years, starting in 1520, and his ample and detailed account is a valuable source of information on the reign of Priest John (Prete Gianni) as the Ethiopian emperor was then called in Europe; hereafter I have tried to synthesize, out of his account, the main characteristics of that strange socio-political entity that was then the christian empire of Ethiopia.


L'Etiopia dei gesuiti

4/2/2014

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Estratto

I libri dei gesuiti che che, nel XVII secolo, svolsero per lunghi anni attività missionaria in Etiopia, sono di ricchi di notizie e di osservazioni di carattere storico, geografico, etnografico e gettano un po' luce sulla situazione di questo singolare paese, in un momento in cui esso stava uscendo da un periodo particolarmente difficile, caratterizzato prima dalla grande invasione musulmana, poi dall'irruzione delle tribù Galla; è poi interessante confrontare queste informazioni con quelle contenute nella relazione del Portoghese Francisco Alvares, relativa agli anni immediatamente precedenti il periodo suddetto; il presente lavoro è una sintesi di quanto emerge da queste fonti e dal loro confronto.

Abstract

The works written by the jesuits who, in the XVII century, were in Ethiopia for many years of missionary activity, are rich in information of a historical, geographical, etnographical character and throw light on the situation of this peculiar country, that was then coming out of a very difficult period, characterized first by the great muslim invasion and then by the onslaught of the Galla tribes; it is also of interest to compare such information with that contained in the relation of the Portuguese Francisco Alvares, concerning the years immediately preceding this period; this work is a sinthesis of what results from these sources and from their comparison.


L'avventuroso viaggio di padre Fernandes

4/2/2014

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Estratto

Il viaggio attraverso il cuore dell'Africa intrapreso dal padre gesuita Fernando Alvares nel 1613 si risolse in un insuccesso, ma i suoi ricordi e le sue osservazioni, messe un po' più tardi per iscritto dal suo confratello Emmanuel de Almeida, non sono per questo meno interessanti; questo scritto ne fa una sintesi, sforzandosi inoltre di ricostruirne il percorso e gli aspetti geografici ed etnografici.

Abstract

The voyage through the very heart of Africa attempted in 1613 by the jesuit father Fernando Alvares ended in failure, but his reminiscenses and observations, put in writing some time thereafter by his colleague Emmanuel de Almeida, are nonetheless extremely inìteresting, this works consists in a sinthesis of this information and endeavours to identify his route and the related geographical and etnographical aspects.


La crociata portoghese in Etiopia

Articolo pubblicato su "Rivista di Studi militari", Anno 2018, n. 7.

16/3/2019

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Estratto

La spedizione portoghese in soccorso dell'impero cristiano di Etiopia, che si trovava in una situazione disperata a causa dell'invasione condotta dai musulmani del sultanato di Adal col supporto ottomano, si sviluppò dal 1541 al 1543; nonostante la sconfitta e la morte del suo giovanne capo, Cristoforo de Gama, essa raggiunse lo scopo, contribuendo in modo determinante alla vittoria finale riportata dall'imperatore Claudio nella battaglia di Oinadaga, dove trovò la morte il condottiero musulmano Ahmad ibn Ibrahim, detto il Gragn (il Mancino). Questo può essere considerato un episodio forse minore, ma non privo di conseguenze di lunga durata, nel quadro dello scontro globale che, dal Maghreb alla zona danubiana e dal Mediterraneo all'Oceano Indiano, opponeva allora l'impero ottomano di Solimano il Magnifico a gran parte del mondo cristiano.

Abstract

The portuguese expedition in Ethiopia of the years 1541 - 1543 was aimed at saving that ancient christian empire, that was then in a desperate situation, after being invaded by the troops of the muslim sultanate of Adal, stronglly supported by the ottomans; in spite of the defeat and death of its young commander, Christopher de Gama, in the end the expedition reached its goal, as it gave a decisive contribution to the final victory obtained by the emperor Claude in the battle of Oinadaga, where met his death the Muslim commander Ahmad ibn Ibrahim, called the Gragn (the Left-handed). This can be seen as an other episode, maybe a minor one, but with lasting consequences, of the world-wide struggle that, from the Maghreb to the Danube area and from the Mediterranean to the Indian Ocean, then opposed the Ottoman Empire of Suleiman the Magnificent to a great part of the christian world. .